
Intrigante: un riconoscimento che parla di carattere
Nel 2015, l’annata 2012 di Intrigante entra nel palmarès del Mondial du Merlot & Assemblages. Un momento importante per un vino svizzero che sceglie una strada personale.
Ci sono vini che cercano di farsi notare. E poi ci sono vini che, con il tempo, trovano chi sa ascoltarli.
Intrigante di Boldini Vini appartiene alla seconda categoria. Il suo nome non promette una risposta immediata: invita piuttosto a versare un calice, aspettare un momento e lasciarsi guidare dal vino.
Un momento di riconoscimento
Nel 2015 l’Intrigante dell’annata 2012 è entrato nel palmarès del Mondial du Merlot & Assemblages, concorso svizzero dedicato ai Merlot e ai loro assemblaggi.
È un risultato che va letto nel modo giusto. Non come un’etichetta da esibire, ma come la conferma di un lavoro preciso: quello di una realtà vinicola che ha scelto di cercare nel Merlot una voce propria, senza rincorrere ciò che è già stato fatto altrove.
La premiazione, davanti a una giuria internazionale e accanto a produttori affermati, ha dato visibilità a un vino rosso svizzero firmato Boldini Vini, realtà legata a Lumino e Monticello.

Un Merlot che invita alla conversazione
Il Merlot è una delle grandi espressioni della Svizzera italiana. Può essere immediato oppure complesso, morbido oppure profondo. Intrigante sceglie il suo carattere e non prova a somigliare a tutti gli altri.
È il vino da aprire quando la tavola non ha fretta: per una cena tra amici, per una conversazione che si allunga, per quei piatti che chiedono un rosso capace di stare al loro fianco senza prendere tutta la scena.
La scelta di Sapori.world
Per noi un riconoscimento ha valore quando aiuta a scoprire ciò che già esiste nel bicchiere: un produttore, una scelta e un’identità.
Ecco perché Intrigante ci piace. Porta con sé un nome curioso, un percorso riconosciuto e la concretezza di un vino svizzero fatto per essere condiviso. Non serve aggiungere altro: basta stappare la bottiglia.
Scopri Intrigante nella selezione Sapori.world.

