Settemaggio: un viaggio nel Ticino, un calice alla volta

Ci sono vini che si degustano. E poi ci sono vini che, per comprenderli davvero, chiedono di conoscere il luogo da cui provengono. Con Settemaggio il viaggio comincia così: lasciandosi alle spalle la città e risalendo il Ticino verso nord, mentre il paesaggio cambia lentamente. La valle si stringe, il verde diventa più intenso, compaiono i muri di pietra, i vecchi nuclei e le vigne che hanno imparato a convivere con un territorio verticale.
La destinazione è Giornico, uno di quei luoghi che sembrano avere un proprio tempo. Ed è proprio qui che Settemaggio invita a iniziare.
La porta si apre sulla cantina
In Via Ügazz 13, a Giornico, si trova la cantina Settemaggio. La visita dura circa due ore: il tempo per conoscere il luogo e poi ritrovarlo nel bicchiere.
Prima di assaggiare si parla. Del territorio, delle diverse zone di produzione, del clima e del suolo. Di ciò che accade in vigna prima che un grappolo diventi vino. Perché una bottiglia non nasce in cantina: comincia molto prima, nel luogo in cui cresce la vite.
Poi arrivano i calici. Cinque vini Settemaggio, cinque occasioni per riconoscere sfumature diverse dello stesso territorio. Ad accompagnarli, un ricco aperitivo preparato con prodotti stagionali ticinesi. Ed è probabilmente questo il momento in cui la visita cambia natura. Non si è più semplicemente davanti a una degustazione. Il vino, il cibo e il racconto iniziano a comporre qualcosa di più grande: un piccolo ritratto dell’Alto Ticino.
Alla scoperta di Giornico
Sarebbe un peccato ripartire subito. Giornico è uno dei luoghi in cui il passato della Leventina è ancora leggibile camminando. Pietra, vicoli, edifici antichi e un paesaggio che racconta quanto questa valle sia stata per secoli luogo di passaggio, incontro e lavoro. A pochi passi si possono scoprire la chiesa romanica di San Nicolao, il Museo di Leventina oppure entrare nella sorprendente essenzialità de La Congiunta, lo spazio dedicato alle opere dello scultore Hans Josephsohn. Settemaggio suggerisce anche una visita alla Fabbrica culturale baviera, presenza contemporanea nel tessuto storico del paese. Non serve necessariamente fare tutto. Forse il modo migliore di vivere Giornico è proprio concedersi il lusso di non avere fretta. Una passeggiata. Una chiesa aperta. Un muro scaldato dal sole. E magari, dopo averlo appena assaggiato, la sensazione di capire un po’ meglio perché un vino prodotto qui abbia un carattere tutto suo.
La giornata continua verso sud
Il viaggio riprende in direzione di Monte Carasso. Il paesaggio cambia ancora e, arrivati alle porte di Bellinzona, l’esperienza entra nella sua parte più lenta. Ad attendere gli ospiti c’è Ca’ Pölete – Do-Minus Guesthouse, BikeStop & MiniSPA. Il pernottamento proposto comprende una notte in B&B, colazione self-service e accesso alla mini SPA con sauna, idromassaggio esterno e vasca d’acqua fredda. È facile immaginare il resto. Lasciare le valigie. Togliersi le scarpe. Entrare nell’acqua calda. E ripensare magari a uno dei vini assaggiati poche ore prima. Non serve aggiungere molto altro.
La sera può arrivare con calma.
Il mattino dopo, guardare il Ticino dall’alto
Monte Carasso merita a sua volta di essere scoperto. Monte Carasso, premiato con il Wakker nel 1993, porta nel suo centro il segno del lavoro dell’architetto Luigi Snozzi. Ma basta alzare lo sguardo per capire che il viaggio può continuare ancora più in alto. A 612 metri si trova Curzùtt, antico nucleo recuperato e protetto, raggiungibile a piedi oppure con la funivia. Da qui si può proseguire verso il Ponte Tibetano, sospeso sopra la valle, oppure continuare la salita fino ai Monti di Mornera, a circa 1’400 metri. Lassù il panorama cambia completamente. Boschi, sentieri, silenzio e la valle molto più in basso.
E all’arrivo della funivia c’è il Grotto Mornera, dove la cucina torna a parlare la lingua del territorio. Tra i prodotti serviti c’è anche il vino Settemaggio. Ed è quasi il finale perfetto. Perché il vino assaggiato il giorno prima in cantina ritorna nel bicchiere, ma questa volta il paesaggio che lo ha accompagnato per tutto il viaggio è lì davanti.
Il vino, finalmente, ha un luogo
È questo il filo che unisce le tappe del viaggio. Non soltanto cinque vini da degustare. Non soltanto una cantina da visitare.
Ma Giornico, la Leventina, Monte Carasso, Curzùtt, Mornera. Persone, architettura, cucina, paesaggio. Settemaggio ha costruito intorno al vino un invito a conoscere il territorio con lentezza. E forse è proprio così che dovrebbe essere scoperto l’Alto Ticino: non collezionando luoghi, ma concedendosi il tempo di viverli.
È anche il motivo per cui abbiamo scelto Settemaggio per SAPORI.WORLD. Cerchiamo prodotti che abbiano qualcosa da raccontare anche dopo che la bottiglia è stata aperta. Prodotti dietro ai quali esistano persone, luoghi e storie vere. Qui quella storia comincia in una vigna. Continua dentro una cantina. Attraversa un antico paese della Leventina, scende verso Bellinzona e poi torna a salire, fino ai monti.
E alla fine ritorna esattamente dove era iniziata: dentro un calice.
Vivere l’esperienza Settemaggio
La proposta «Vino, Cultura & Dolce Vita Ticinese» è pensata per gruppi da quattro a otto persone. La visita alla cantina di Giornico dura circa due ore e comprende la degustazione di cinque vini con un aperitivo di prodotti stagionali ticinesi. L’esperienza può proseguire con il pernottamento a Ca’ Pölete a Monte Carasso, mentre Giornico, Curzùtt, il Ponte Tibetano e Mornera offrono altre occasioni per trasformare una visita in cantina in un piccolo viaggio alla scoperta del territorio. La prenotazione anticipata è necessaria. Il trasferimento da Giornico a Monte Carasso si organizza autonomamente; le tappe culturali sono suggerimenti di visita e le eventuali visite guidate vanno concordate a parte. Per disponibilità, condizioni e programma aggiornato, il riferimento è direttamente Settemaggio.
Scopri l’esperienza completa sul sito Settemaggio:

